Questi che Vi propongo sono  un decina di piccoli racconti che FORSE scaturiscono dalla fantasia o FORSE no.

Ma è necessaria una premessa

Spesso quando mentalmente e spiritualmente mi isolo mi capita di passare dall’ altra parte. Dall’ALTRA PARTE significa che per qualche motivo mi trovo in un posto che non è questo. Potete chiamarlo UNIVERSO PARALLELO oppure ALTRA DIMENSIONE o ancora in qualunque altro modo ma praticamente “esco” da dove sono e vado da qualche ALTRA PARTE. Poi anche se sostanzialmente non interagisco con quel mondo e con le persone che incontro posso osservarlo, posso vedere che per qualche motivo assomiglia a questo ma non ne è la copia. Poi non so come rientro e torno nella solita realtà quotidiana, senza alcun collaterale, ma con la vivida memoria di quanto ho visto e passato. Mi è successo diverse volte. Era (lo è ancora) come se si aprisse una porta ed io la valicassi. Questo avvene per esempio in un bosco se sono assolutamente solo, oppure in un luogo come una chiesa senza nessuno presente, ma anche in casa solo nel silenzio assoluto, ma in tutte le occasioni mi sono sempre sentito parte integrante dell’universo a cui appartengo. Potete crederci, potete non crederci, ma sono state esperienze affascinanti, che ho cominciato a descrivere solo adesso.

Adesso vorrei raccontare queste mie strane “uscite” sperando che almeno qualcuno mi creda.

Settembre sto cercando funghi come sempre cammino solo. Dopo alcune ore mi sono seduto su un tronco caduto, per addentare una mela. Sono immobile e fisso il sottobosco Fisso il vuoto come per ricaricare gli occhi quando è apparsa quella porta. Porta è un termine inappropriato, è una apertura che si intravede tra rami ed arbusti sullo sfondo con una specie di nebbiolina che la circonda. Incuriosito mi sono alzato e mi sono avvicinato a quella cosa e sono “scivolato” di là. Ero sconcertato sembrava di essere in un salotto, c’era una grande finestra con tende trasparenti verdi, da dove entrava una luce soffusa. Si sentiva parlare ma non vedevo alcuno. Mi sono ritirato immediatamente con il cuore che andava all’impazzata. Sono retrocesso e mi sono ritrovato nel bosco poi anche se sconvolto, ma forse più incuriosito che sconvolto ho ripassato la “porta”. Questa volta il salotto non c’era, sembrava un ripostiglio, due scope, un aspirapolvere appeso una scala di metallo dei ripiani pieni di ogni assurdità ed una porta socchiusa. Ho spinto la porta lentamente senza fare rumore e mi sono trovato in un corridoio con un lungo peloso tappeto che attutiva i miei passi. Avanzando lentamente ho risentito quelle voci, un uomo con voce acuta ed una donna con voce bassa e pacata. L’uomo rimproverava qualche cosa alla donna e lei rispondeva senza particolari inflessioni, mi sono avvicinato di più e ho intravisto una stanza con tavolino e due sedie, una poltrona e quelle che sembravano stampe appese alle pareti. La donna mezza età capelli grigi leggeva un libro dalle pagine completamente bianche, l’uomo stava ad un tavolo e stava scrivendo su un foglio completamente bianco con una penna che non lasciava alcun segno sulla carta. Fermo in piedi adesso più sconvolto che incuriosito vedo che la donna mi osserva ed accenna ad un sorriso, poi torna a leggere. Mi ha visto a visto che c’era un intruso ma non ha fatto nulla, non ha urlato ha solo continuato a leggere L’uomo si gira come se fosse conscio della mia presenza mi vede, ma ritorna a scrivere. Ma perché? Sono retrocesso e sono tornato nel corridoio che ora è lunghissimo con tantissime porte, centinaia di porte tutte chiuse. Una è socchiusa ed è lo sgabuzzino. Rientro e mi ritrovo nel bosco vedo per terra il torsolo della mela, osservo che la luce sta calando allora prendo il cestino con i due funghi raccolti e ritorno sui miei passi, torno all’auto parcheggiata. Potete crederci potete non crederci, ma è così.

Fine della prima storia

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