gli acquerelli di Gilardoni — dipingere con l'acqua
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L’elefante bianco

Il figlio di un console inglese incontra a Benares una bambina indiana coetanea bellissima e povera. Decide di offrirle aiuto, amore e felicità ma…. l’India è misteriosa e riserva tante sorprese!  


Benares

I primi sintomi che lui appartenesse a un mondo particolare si manifestarono subito in tenera età, allorché iniziò a prendere contatto con la realtà esterna. Il primo giocattolo, costituito da una serie di blocchetti di legno variamente sagomati e colorati, fu il banco di prova delle sue qualità intellettive. La mamma glieli aveva posati accanto, ansiosa che il primo approccio fosse favorevole, affinchè iniziasse a manipolarli come tanti altri suoi coetanei. Lui con estrema cautela iniziò a prenderli uno per uno palpandoli e rigirandoli con le sue manine microscopiche come per memorizzarne la forma e stabilirne l’uso che poi successivamente ne avrebbe fatto. Questa prima operazione di presa di coscienza fu immediatamente seguita da un’altra altrettanto mirabile.  Li divise per colori, indipendentemente dalla loro forma. Era ovvio che la creatura non sapesse che cosa fosse il verde o il rosso, tuttavia la diversa luminosità e colorazione gli erano apparsi evidenti al punto che, quasi indispettito, ne fece tanti mucchietti quanti erano i colori: uno giallo, uno rosso, uno blu e uno verde.  Il giocattolo di per sé aveva una sua logica costruttiva. Secondo i pedagoghi avrebbe dovuto inculcare al neonato che uno stesso colore poteva essere attribuito a diverse forme e una stessa forma essere caratterizzata da diversi colori.  Ebbene lui aveva istintivamente eseguito la prima combinazione formando i quattro mucchi di sagome dello stesso colore. La diversa forma l’aveva già memorizzata con il tatto e probabilmente anche con la vista, gliene mancava ancora una. Sembrava lo sapesse. Goffamente seduto a squadra sul tappeto, iniziò senza una benché minima esitazione, a spostare i pezzi dalla sua destra alla sua sinistra rigirandosi con meticolosa precisione e raggruppando le forme indipendentemente dal colore: le piramidali, le cilindriche, le sfere e i cubetti. Se l’inventore del giocattolo l’avesse visto, sarebbe impazzito di gioia e si sarebbe glorificato per tutta la vita. La meraviglia e l’orgoglio dei genitori, per avere un figlio di siffatte qualità aliene, non si arrestarono a queste prime esternazioni delle capacità intellettive del pargolo, perché il suo sviluppo fu periodicamente segnato da progressi che non prendevano soltanto in considerazione il mero riconoscimento del mondo circostante, ma anche l’organizzazione logica che ne può scaturire………

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